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RACCOLTA CIVICA: PERUGIA SOTTRAE 11 REPERTI di R. Lensi - N. Morini

Inviato il | January 13, 2010 |

Il re è nudo: è successo di nuovo che parte del nostro patrimonio artistico ci venga sottratto sotto il naso e all’insaputa di chi doveva custodirlo. Ben 11 dei preziosi reperti archeologici appartenenti alla Raccolta Civica del Comune di Città di Castello sono rispuntati presso il Museo Archeologico di Perugia. Addirittura sono stati già esposti e tutto ciò senza che gli amministratori comunali fossero debitamente informati del fatto.

È quanto emerge dalla risposta scritta ad una interrogazione ricevuta dall’assessore Cestini e che, non soddisfacente, riproporremo in un’interpellanza in consiglio comunale. Questo nonostante l’amministrazione si ritenga “parte offesa” dal comportamento della Soprintendenza che non solo non avrebbe restituito i pezzi ma non ha nemmeno avvertito la nostra amministrazione di averli incamerati ed esposti. Vero è, come afferma l’assessore, che proprietario del patrimonio archeologico è lo Stato ma è cosa ben diversa da chi ha il diritto di detenerlo e custodirlo; nessuno si sognerebbe mai di portarci via il Tesoro di Canoscio, anch’esso proprietà dello Stato.

L’amministrazione comunale è quantomeno colpevole di non aver vigilato a sufficienza sul proprio patrimonio museale. Non regge infatti la giustificazione addotta per cui i reperti sono stati dati alla Soprintendenza per essere restaurati: prima di tutto perché risultavano essere stati già restaurati in occasione della Mostra “Alle radici della città” mentre il verbale di ritiro dei pezzi, sottoscritto da un non meglio identificato rappresentante dell’amministrazione, ha una data posteriore; in secondo luogo nel verbale ci sarebbe dovuta essere scritta la motivazione della consegna alla Soprintendenza che, fra l’altro, sarebbe dovuta essere autorizzata dal Sindaco o da un Dirigente; in terzo luogo è palese la contraddizione per cui, oltre un verbale di ritiro, esiste un verbale di consegna di pezzi dalla Soprintendenza al Comune per effettuare la Mostra e fra questi ci sono inspiegabilmente anche i reperti che erano già in possesso del Comune.

Insomma la documentazione in nostro possesso contraddice in pieno le giustificazioni dell’amministrazione e non è una novità visto il precedente tentativo fatto dal Sindaco di negare del tutto la circostanza della sparizione.

Sono numerosi i reperti archeologici tifernati che si trovano a Perugia pur essendo patrimonio della città, così come i celebri e preziosissimi reperti delle “tombe dei principi” di Trestina e Fabbrecce incamerati dal Museo di Cortona; a questi ora si aggiungono i reperti appartenenti alla Raccolta Civica e tutto avviene anche a motivo del fatto che manca una sezione museale archeologica a Città di Castello. Una mancanza, richiamata anche nella risposta dell’assessore all’interrogazione, cui da anni la Giunta annuncia di voler sopperire senza riuscire mai a fare alcunché di concreto (vedi da ultimo l’annuncio messo per iscritto dallo stesso Sindaco Cecchini nel catalogo di presentazione delle Mostra “Alle radici della città” risalente al maggio del 2004).

 

 

Città di Castello, 10 gennaio 2010

 

I Consigliere comunali                      

Roberto Lensi e Nicola Morini

 

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