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Associazione Politico Culturale

IL BILANCIO SOCIALE CHE NON C’E’ di gruppi PDL

Inviato il | February 10, 2010 |

L’ultima commissione servizi era stata convocata con all’ordine del giorno la presentazione del “bilancio sociale” (testuale, vedi convocazione e relativi annunci dell’’ufficio stampa comunale). Dopo anni di impegni e buoni propositi ci siamo trovati di fronte  l’ennesimo “Rapporto sociale” cioè un resoconto delle azioni intraprese dalla nostra amministrazione e dall’Ambito Territoriale 1 nell’ambito dell’assessorato alle politiche sociali negli anni 2007 e 2008. Un documento, pur utile, ma che è datato perché nel 2010 serve a ben poco fotografare il 2007, limitato perché non comprende tutti i settori della spesa sociale dell’amministrazione, insufficiente perché assente un’analisi e una previsione di bisogni e situazioni sociali.

Un vero “bilancio sociale”  è ben altra cosa, non possiamo tacere che per l’ennesima volta la giunta tifernate tradisce il mandato del Consiglio Comunale espressosi (su mozione del consigliere Sassolini) a favore della redazione annuale di un “Bilancio Sociale”.

La differenza fra un “Rapporto sociale” e un “Bilancio sociale” non è solo di forma ma di sostanza (vedi ad esempio quello del Comune di Bologna). Vale ribadire infatti che il “Bilancio Sociale” è incentrato sulla valutazione dei risultati ovverosia verificare se le scelte d’intervento e il conseguente impegno finanziario siano stati quanto più efficienti, efficaci ed economici. Il Bilancio Sociale non riguarda esclusivamente la spesa relativa al solo “settore dei servizi sociali”, ma deve comprendere altri ambiti amministrativi che inevitabilmente si interfacciano con  esso come l’edilizia pubblica, la scuola, gli asilo nido, lo sport, l’ambiente ecc. Inoltre dovrebbero essere presenti anche i dati finanziari di compartecipazione e trasferimenti di Stato e Regione con particolare riferimento ai progetti che non si è riusciti ad attuare. Il fine dell’operazione sarebbe quello di dare un valido e facile strumento di lettura per amministratori e cittadini circa la quantità e la qualità di tutta la spesa sociale sostenuta dalla nostra comunità.

Viceversa questa amministrazione comunale continua a “strizzare l’occhio” alla propaganda ed è stato evidente l’imbarazzo dell’assessore Bacchetta costretto a dover ammettere che il Comune di Città di Castello non si è dotato ancora di un “Bilancio sociale”. Fra l’altro nella risposta ad una precedente interrogazione scritta di qualche settimana fa l’assessore non ha saputo giustificare tale mancanza se non dichiarando la propria incompetenza a trattare l’argomento scrivendo: “Per quanto riguarda le informazioni richieste relative alla redazione annuale del Bilancio Sociale di Ente è necessario far riferimento ai competenti assessorati e al Direttore Generale” (prot. 0027670 del 18/09/09). Un atteggiamento inaccettabile che mal cela la mancanza di volontà a trattare compiutamente problematiche che dovrebbero essere di interesse e responsabilità non solo dello stesso assessorato ai servizi sociali ma della giunta intera.

Di fronte ai problemi legati al disagio giovanile, alla crisi dell’istituzione familiare, alla diffusione della piaga della droga, all’alcolismo, al bullismo, al dilagare della microcriminalità e di atteggiamenti violenti è deludente l’atteggiamento di chi non è interessato a riflettere seriamente sull’intero sistema e capire se questo sia capace di rispondere alle esigenze di una società sempre più disgregata.

 

 

Città di Castello, 9 febbraio 2010

 

 

i consiglieri comunali

Nicola Morini, Ivano Rampi e Cesare Sassolini

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