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PROPOSTA PER ABOLIZIONE TASSA SUI PASSI CARRABILI - di N. Morini e I. Rampi PDL

Inviato il | February 22, 2010 |

Il Consiglio comunale di Città di Castello in sede di approvazione del Bilancio Preventivo 2009 ha provveduto a modificare il “Regolamento per la concessione in uso di spazi ed aree pubbliche”. Nello specifico il consiglio ha votato a favore della richiesta avanzata dalla Giunta di assoggettare al pagamento del canone COSAP anche i passi carrabili e gli accessi a raso in precedenza esentati. Tale atto era ritenuto necessario dalla Giunta perché, insieme all’approvazione dell’aumento del 20% della suddetta tariffa, avrebbe avuto il fine di mantenere tutti i servizi comunali.

In realtà l’introduzione del canone sui passi carrabili, già da questo primo anno di applicazione, si è rivelato inefficiente e inefficace per la Giunta e vessatorio per i cittadini. Riteniamo opportuno quindi istruire una proposta di delibera affinché il consiglio comunale ritorni sui propri passi e voti la modifica del Regolamento suddetto abolendo il pagamento del canone sui passi carrabili (ai sensi dell’art. 42, lett. f, D. Lgs. n. 267/00 che assegna al Consiglio comunale esclusivamente la disciplina generale delle tariffe).

L’introduzione di un canone sui passi carrabili, di per sé,  potrebbe avere anche senso ma di certo non con i criteri generalistici individuati dalla Giunta. Il canone per i passi carrabili “tifernate” infatti va a creare una serie di iniquità  che rende il provvedimento decisamente inopportuno: ad esempio la misura colpisce proprio quei cittadini che sono meno serviti da parcheggi pubblici e debbono difendere l’accesso alla propria rimessa pagando il canone (vedi soprattutto i residenti nel centro storico) mentre coloro che si trovano in una situazione di traffico e parcheggi migliore possono avere il privilegio di rinunciarvi; crea una palese disparità di trattamento fra chi si trova ad abitare nel lato di una via con divieto di sosta, che quindi non deve pagare il canone, con chi ha il lato strada adibito a parcheggio; entra in contrasto con il codice della strada quando intima il pagamento a chi ha l’accesso nelle immediate vicinanze di un incrocio dove il parcheggio é vietato dalla legge; ecc.

L’inevitabile conseguenza è che molti cittadini per avere libero accesso alle proprie case e terreni si difendono esponendo cartelli di “divieto di sosta” o simili non autorizzati (un’azione fra l’altro perseguibile a norma di legge ma largamente diffusa e tollerata) dando luogo però ad un’evidente iniquità nei confronti di chi, invece, ha pagato il canone. Quando si impone un divieto od una nuova tassa (per quanto con caratteri iniqui come questa) l’amministrazione dovrebbe provvedere a farla rispettare. Viceversa è meglio lasciare le cose come prima e ripristinare lo “status quo ante” anche a livello regolamentare reintroducendo l’esenzione dal pagamento della Cosap per i passi carrabili.

La manovra fiscale del Comune non ha ottenuto positivi riscontri nemmeno ai fini dell’introito perché il numero di concessioni e il conseguente provento conseguito non può evidentemente corrispondere a quello previsto dalla Giunta. Infatti, in seguito all’introduzione del canone, il Comune si è trovato di fronte a molti titolari, la maggioranza, che hanno rinunciato alla concessione o non hanno risposto alla richiesta di pagamento: sono in tutto 243, il 56% dei 431 cittadini titolari finora di un passo carrabile. Dagli atti infatti risulta che le occupazioni di suolo pubblico mediante passi carrabili pagate al mese di Dicembre 2009 sono complessivamente 189. Gli introiti derivanti da corresponsione del relativo canone ammontano complessivamente ad euro 27.143,93; verosimilmente la previsioni di entrata fatte dall’amministrazione comunale all’atto dell’introduzione di questa nuova tassa saranno state giocoforza maggiori rispetto alla cifra incassata.

Fra le altre cose ad alcuni cittadini è stato richiesto il pagamento del canone persino per i passi pedonali nonostante risultino esentati dal regolamento stesso. Un errore materiale a cui l’amministrazione vorrà ovviare quanto prima informando gli utenti, i quali, nel frattempo, si devono ben vedere dal corrispondere alcunché al Comune.

Nonostante il diverso regime normativo che regola l’applicazione del “canone” (COSAP) e “tassa” (TOSAP) abbiamo ravvisato elementi di contrasto del Regolamento comunale con la normativa nazionale che dovrebbero indurre a ripensare il provvedimento voluto dall’amministrazione tifernate. La definizione di passo carrabile data dal Comune nel regolamento (cioè un passo che toglie spazio per parcheggiare sulla strada) contrasta con quella dell’art. 44 comma 4 del Dlgs. 507/93 che definisce tali solo i passi che comportano la costruzione di rampe o interruzione di marciapiedi. Si deve quindi distinguere fra passi carrabili e passi a raso anch’essi, secondo la legge italiana, tassabili dai Comuni (in via facoltativa) ma, in questo caso, con una tariffa ordinaria ridotta fino al 10% (cioè 10 volte meno cara) come recita il comma 8 dello stesso articolo. Nel nostro Regolamento comunale non c’è una tale distinzione e il pagamento della COSAP è lo stesso sia per occupazioni reali di suolo pubblico che per accessi a raso (pressoché la totalità) che non occupano spazio.

Infine nonostante nel Regolamento la Giunta e la maggioranza consiliare avessero deliberato che  Le concessioni formalizzate anteriormente dovranno essere convertite alle nuove direttive entro la data del 30 Giugno 2009. A tal fine dovrà essere comunicato, ai titolari di tali concessioni, l’importo di canone (…) e richiesto il pronunciamento di accettazione o di rinuncia da produrre entro il termine di giorni 15 (quindici) dal ricevimento della raccomandata allegando, in caso di accettazione, l’attestazione di versamento della somma dovuta” in realtà sono circa 100 a dicembre 2009 (sei mesi dopo la scadenza) i cittadini che debbono ancora comunicare la “risposta di accettazione o rinuncia” quando nella Delibera era scritto che “Il mancato pronunciamento dell’accettazione nei termini previsti è equiparato ad assenso delle nuove condizioni e determina per il concessionario l’obbligo di pagamento del canone”. Se ne può dedurre che attualmente ci sono circa 100 cittadini in mora e che anche la gestione dell’introduzione e dell’applicazione della nuova tassa è stata negativa e inefficace.

 

 

Città di Castello, 4 febbraio 2010

 

 

I Consiglieri comunali proponenti

Nicola Morini e Ivano Rampi

 

 

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